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Il 3 Novembre Damien Rice pubblicherà il suo secondo album ‘9’. Realizzato nei quattro anni che hanno fatto seguito al suo acclamato predecessore ‘O,’ il lavoro di ‘9’ è stato portato a termine durante un intenso periodo di attività nel corso degli ultimi sei mesi.
“Iniziai pensando che quest’album sarebbe stato più ’pesante’ del precedente. Registrammo un bel po’ dei brani più pesanti ma poi buttammo giù una cosa come 'Grey Room,' la riascoltammo e fu 'ooh, ci piace’. E poi buttammo giù '9 Crimes' e ci piacque allo stesso modo. Quando riascoltai certe canzoni in studio, fui semplicemente attratto da alcune di loro. Fu come, per me quella canzone è migliore di quest’altra, davvero. O lo era semplicemente la registrazione o volevo solo ascoltarla ancora e ancora e ancora. Scoprii che talvolta se le cose sono troppo premeditate non funzionano. Quest’album è per lo più composto da fatti casuali; o per lo meno è quello che ritengo io. Ma al di là di qualunque preconcetto, alla fine, dal mio punto di vista, mi sono ritrovato con una raccolta di canzoni che mi viene voglia di ascoltare.”
“Quando registrammo ‘O’ non eravamo esattamente una band, mentre in questo disco tutti sono stati coinvolti fin dall’inizio. Grazie al tour che abbiamo fatto insieme tutti sono ora molto più intuitivi nell’afferrare quello che ci piace e quello che si adatta meglio alle nostre canzoni. In questo momento stiamo tutti molto bene insieme. Sono già proiettato sul prossimo disco e sono ansioso di darci dentro, quindi al momento sto volutamente evitando di prendere in considerazione interviste o tour. Per ‘9’ in realtà non abbiamo trascorso troppo tempo in studio ma è stato spalmato lungo un certo periodo di tempo. Molte cose successero per caso. Non so se sono semplicemente una di quelle persone ma seguo solo il mio istinto e finisco sempre da qualche parte dove voglio davvero essere.”
“Non sento il bisogno di fare dichiarazioni. Non sento il bisogno di provare ad essere qualcuno che non sono o provare a fare della musica che sia qualcos’altro che non è. E non sento il bisogno di avere successo o essere alla moda o cose del genere. Credo avessi bisogno di liberarmi di questa raccolta di canzoni e sono abbastanza conscio del fatto che questi brani sono piuttosto simili a quanto ho fatto prima. E allora? A me piacciono.”
“Quando arrivi a registrare l’ultima nota dell’ultima canzone di un album, c’è sempre un titolo più forte del resto, quello che se ne sta seduto lì e sa di essere il migliore. Ed in quel momento ‘9’ lo fu per questo progetto. Altre opzioni che ci erano venute in mente erano ‘A Hen Will Sit On An Unfertilized Egg,’ e ‘You Love Her, You Even Love The Shit You Hate About her.’ Quindi abbiamo optato per ‘9’.
“L’evento chiave che ci permise di finire il disco fu probabilmente il fatto che la band si stufò di aspettare i miei comodi. Una cosa è qualcuno all’esterno che dice, ‘Oh, quando mai si deciderà a fare un altro disco?’. Ma una cosa completamente diversa è quando i componenti della tua band quasi si allontanano da te e tu ti rendi conto che loro sono davvero convinti che non lo farai mai. Credo fu proprio in quel momento che ebbi quella sensazione di sfida che di solito mi assale quando qualcuno mi dice che non posso fare qualcosa; e che invece mi spinge a dimostrare il contrario! Fu questo l’evento principale che mosse il disco. Dico che in un certo senso fu questa la chiave di volta perché subito dopo mi misi davvero sotto. Suona davvero immaturo ma scrivere canzoni è da immaturi.
“Scrivendo canzoni esprimi le tue emozioni ma molto spesso sono sentimenti da immaturo che tu scrivi in maniera molto eloquente. Credo che chi è molto equilibrato e soddisfatto della vita non vede alcun problema nel resto del mondo. Mentre se sei insoddisfatto e hai delle rimostranze e dentro sei in subbuglio e lotti per trovare il giusto equilibrio, allora tendi a vedere tutti questi ‘problemi’ intorno a te e ti danno fastidio. Ne parli nelle tue canzoni perché li trovi frustranti e non riesci a tenerteli dentro. Ma in un certo senso penso che sebbene sia una meravigliosa forma d’espressione, scrivere canzoni sia, in modo innato ritengo, immaturo. Ma è anche molto emozionante quindi chi se ne frega! Chi dice comunque che essere maturi e saggi sia bello?” http://www.damienrice.com
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